AL
QAEDA CONTRO LA PREMIER LEAGUE
Che lo stile di vita occidentale non fosse propriamente ‘spiritualista’
ce lo ricorda ancora Al Qaeda in un video recente, dedicando la
propria attenzione ai calciatori del campionato inglese.
Eh, sì. Stavolta la spada dell’Islam si alza contro
le icone super pagate e super adorate della Premier League. Adoratori
del Male, falsi e idolatri, i vari Beckham, ora negli States, Henry
ora nella Liga e Rooney, sono presi ad esempio (negativo) per dimostrare
quanto uno stile di vita spensierato, edonista e superficiale conduca
facilmente alla perdizione e alla dannazione eterna.
Come dare torto agli intransigenti mussulmani! Quanta saggezza nelle
loro parole!
Proprio per questo noi di Action Now ci rivolgiamo ad Al Qaeda.
A loro che sono assidui lettori delle nostre pagine, presentiamo
due episodi abbastanza recenti del calcio europeo. Forse attraverso
un loro commento sapremmo riconoscere quale dei due esempi che sottoponiamo
al loro autorevole giudizio sia quello da seguire e quale quello
da rifiutare e condannare.
La prima storia che vogliamo sottoporre al discernimento dell’autorità
morale di Al Qaeda, in verità, riguarda proprio il calcio
d’oltremanica.
Sicuramente nei lontani Paesi in cui i nostri insegnano il Corano,
non è ancora giunta voce che un tale Duncan Williams, uno
spensierato diciannovenne inglese dello Yorkshire, ha appena rifiutato
le offerte di prestigiose squadre della Premier League (Middlesbrough,
Bolton Wanderers ed Everton) per continuare a giocare (gratis) con
la squadra in cui è cresciuto, il Garforth Town.
Peccato che la sua squadra sia appena stata promossa nella "Northern
Premier League Division One North", una divisione del calcio
non professionista che in Italia nemmeno esiste, tanto è
lontana dal nostro calcio tutto lustrini, veline e simulazioni.
Non solo, ma l’eroico giovanotto sogna la scalata al calcio
professionistico, quello che conta, con la sua squadretta del cuore,
sostenendo che non è giusto essere pagati per qualcosa che
è un semplice divertimento, quando c'è gente che viene
uccisa in giro per il mondo.
La seconda storia, invece, riguarda il calcio italiano.
E in particolare le vicende di Cristiano Lucarelli, il bomber di
Livorno, la bandiera degli amaranto, il giocatore simbolo, famoso
per le sue idee di sinistra, che in passato aveva rifiutato un miliardo
di vecchie lire pur di rimanere nella sua città.
Città che in estate ha abbandonato per andare a giocare nel
campionato ucraino (!) con la maglia dello Shakhtar Donetsk.
Un contratto da miliardo di vecchie lire non era bastato per muoverlo
da Livorno qualche anno fa. Ora un contratto da dodici milioni di
euro in tre anni ci è riuscito.
Strano che il nostro eroe non abbia colto l’occasione per
scrivere un nuovo libro aggiornato alla valuta attuale per confermarsi
uomo tutto d’un pezzo, mosso dai suoi alti valori morali.
Da subito ci siamo domandati cosa lo abbia spinto ad andare via
e siamo giunti alla conclusione che sicuramente Lucarelli avrà
ceduto all’offerta degli ucraini per il fascino e per la storia
della squadra (!) e non certo per via dei soldi che riceverà.
E ci sentiamo anche di rassicurare i suoi tifosi che proprio sul
suo sito avevano avuto da ridire contro il loro capitano definendolo
persino traditore.
In una recente intervista Lucarelli ha spiegato che con i soldi
che guadagnerà, finalmente potrà coronare il proprio
sogno: creare posti lavoro nella sua città.
Insomma un grosso sacrificio personale che lo porterà lontano
dal libeccio livornese per immergerlo nel gelo della Siberia e solo
per realizzare un grande progetto sociale, una cooperativa al porto
e un nuovo quotidiano livornese, insomma un programma che gli permetterà,
come ha detto in un’intervista, di “dare e creare del
lavoro alla mia gente, di avere degli operai, non per sfruttarli
ma per cercare di farli stare bene”.
Come dire che fino a ieri, lavorando all’altoforno per un
migliaio di euro al mese, il povero Lucarelli non aveva potuto aiutare
i suoi concittadini.
Lucarelli, l’occhio infallibile di Allah ti vede e Al Qaeda
ci dirà se dici la verità. |