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Manifesto
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BallardCome in un libro di Ballard

Proprio così. Oggi come oggi, sfogliare il giornale, ascoltare la radio o leggere uno dei tanti splendidi romanzi di Ballard è praticamente la stessa cosa.
Violenza, nichilismo, lucida follia.
E tanta noia, tanta solitudine.
I soggetti paranoici e disperati che affollano i racconti del grande scrittore britannico hanno invaso il nostro mondo e sarà difficile ricacciarli nei suoi libri.
Considerato autore surrealista e di fantascienza, Ballard ha regalato alla letteratura europea pagine inquietanti in cui ci racconta di come la nostra società tardo-capitalista, imbevuta di consumismo postmoderno, abbia una facile deriva nella violenza gratuita e nella noia profonda.
Capolavori come High Rise (trad. italiana pubblicata da Feltrinell col titolo “Il Condominio) e Millennium People (trad. italiana sempre pubblicata da Feltrinelli) sono una denuncia delle società occidentali in cui personaggi mostruosi incarnano i peggiori rigurgiti reazionari e irrazionali dei nostri tempi.
E non si tratta dei mostri degni di un grande scrittore e apprezzato autore di fumetti, quale Tiziano Sclavi. Nei romanzi di Ballard i mostri non sono quelli che nelle pagine di Dylan Dog cercano una comprensione del lettore, perché diversi: nei romanzi di Ballard, così come nella nostra società, si tratta, invece, di giovani annoiati, di casalinghe e impiegati, di imprenditori e piazzisti, di architetti, di medici e di liberi professionisti, in poche parole di borghesi che hanno deciso – chissà quanto consapevolmente – di rappresentare il peggior stato del postmoderno: la violenza gratuita, il nulla fatto stile di vita, lo scontro come dialettica da bar, da stadio, da discoteca, eletto a sistema di vita.
Un po’ come i manager raccontati da Bret Easton Ellis. Ricchi, superficiali e annoiati.
Da nord a sud della nostra Penisola si muore per una sigaretta, per una lite a causa di futili motivi, si fa la rivoluzione perché si è stufi e annoiati dalla vita quotidiana.
Se in Millennium People, romanzo del 2003, gente quieta e giudiziosa, con un repentino colpo di coda, si mette ad assaltare disciplinatamente videonoleggi, cineteche, agenzie di viaggio, gallerie d’arte, rivendicando il diritto all’azione per l’azione, nelle nostre città si assiste a rigurgiti di violenza in cui l’elemento criminale non è più solo il border line o l’immigrato, ma il giovane perbene, inserito nella società e magari colto. Il risultato è lo stesso. Non solo.
La semplicità e l’arroganza con cui si cerca di riprendere e filmare le azioni delittuose attraverso telecamere e telefoni cellulari per poi riproporli attraverso la rete e portarli a conoscenza di chiunque avesse piacere di ammirare le gesta folli di un criminale, sono persino più morbose della spettacolarizzazione del crimine raccontata dal film Natural Born Killers.
La società che traspare dalla quotidianità ha superato la fantasia e racconta della nostra immondizia che ci assale – proprio come accade nel condominio abitato dai protagonisti di High Rise – delle morti assurde, dell’invasione della cocaina tra i giovani e i giovanissimi – altro che i romanzi di Bret Easton Ellis – e di una civiltà-serraglio ormai giunta al capolinea.

O in cima al grattacielo. Dove l’unica via di fuga è il cielo.
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