Il
racconto della vita e delle carriere, non ancora tutte terminate,
di Lamberto Boranga, rara figura di calciatore impegnato in politica,
nella cultura, nel sociale.
Un uomo, Boranga, che non rifiuta le sfide, che è stato goliarda
irriducibile, clown da stadio e portiere duro e temerario, ragazzino
scapestrato e studente preparato, uomo di cultura, poeta e scrittore,
donnaiolo incallito prima, e marito e padre modello poi.
Calciatore, allenatore, dirigente. Personaggio pronto a menare la
mani, spesso; allo scherzo, talvolta; a farsi prendere da tristezza
e nostalgia, nel caso. Un uomo fortunato, che ha vissuto alla grande
e che ha portato a termine tutti gli obiettivi che si era prefissato.
Una vita raccontata nelle sue mille sfaccettature, dallo studio
universitario alla politica, dalla cultura al mondo del calcio,
fino al doping, ma anche al calcio a cinque, al pugilato, al varietà.
Il cappotto spagnolo è romanzo semplice ma graffiante, a
tratti malinconico.
Come la vita. Diverso dalle altre biografie e autobiografie di calciatori
suoi coetanei. Diverso dall'amarezza a tinte forti e luci rosse
di Carlo Petrini, dalla poetica esistenziale di Vendrame, dalla
leggerezza caciarona e spensierata di Zigoni, dalle memorie miste
alla rabbia di chi non ce l'ha fatta di Ferruccio Mazzola, ma anche
diversa dall'apologia socio-politica-calcistica di Sollier. Il cappotto
spagnolo racconta la vita particolare di un portiere, di un dottore,
di un preparatore, di un uomo del suo tempo. Tutto in uno. Semplicemente.
Andrea Bacci è nato nel 1970 in provincia di Siena.
Laureato in Scienze Politiche, è appassionato studioso di
storia dello sport contemporaneo. Ha già pubblicato Catenaccio.
Uomini e storie del calcio (Alberti & C, 2001), Lo sport nella
propaganda fascista (Bradipolibri, 2002), Dal Cile alla seconda
Corea. Le 11 partite della Nazionale da giocare un'altra volta (Libri
di Sport, 2003), Cuore di Pollicino. Storia di Vincenzo Maenza (Limina,
2004). |