CRUDO,
MISTERIOSO, PAUROSO
Freaks è un film amaro, senza buoni, senza eroi.
La celebre pellicola statunitense del 1932 è così,
triste e maledetta.
Come i suoi attori. Brutti e malvagi.
Veri orrendi mostri con gravi deformità fisiche che vivono
una storia macabra fatta di caravanserragli e relazioni morbose
tanto che la Metro Goldwin Mayer, dopo averlo prodotto come film
horror, lo rinnega e lo censura.
A ragione, pensando ai tempi in cui fu prodotto, se si considera
che in Inghilterra la visione fu vietata per quasi quarant'anni.
Ma è anche un film da rivedere per essere così meravigliosamente
politically incorrect.
Oggi che ogni forma di diversità viene assunta come modello
sociale e viene tutelata tanto dalle leggi quanto dal dizionario
– per cui il caro vecchio handicappato di tanti anni fa ormai
da disabile è diventato un diversamente abile – il
film diretto da Tod Browning rappresenta un'opera che disturba più
di quanto abbia disturbato quando è stato prodotto.
Se i mostri di bruttezza si scontrano con la mostruosità
senza scrupoli degli unici ‘normali’, gli amanti perversi,
la bella trapezista Cleo e il forzuto Hercules; e se qualcuno ha
analizzato che sociologicamente il vero orrore è quello prodotto
da questi ultimi – che privi di ogni scrupolo tentano di avvelenare
il nano Hans, ricco e innamorato di Cleo, e che quindi i veri mostri
sono loro, non gli sciancati del circo – è pur vero
che i Freaks non suscitano pietà per nessuno.
Viceversa, gli esseri deformi esposti nel vaudeville incutono terrore
e ripugnano gli spettatori che morbosamente si deliziano dello scempio
dei loro corpi e delle loro menti.
Insomma un film crudele e per tanti versi dannato. Con scene così
reali, tanto che la sceneggiatura si guarda bene dal presentare
mai i mostri nel circo che non hanno bisogno di un palcoscenico
diverso da quello della vita di tutti i giorni.
Piuttosto strisciano, si dimenano, saltellano fino a vendicarsi
della malvagità altrui ricorrendo ad altra malvagità
che punisce e mutila i due amanti, fino a ridurli due freaks da
baraccone, tali e quali a loro: castrato obeso lui e donna gallina
lei.
Nessuna lettura edificante che possa offrire spunti al buonismo
dei nostri giorni in cui la diversità e la mostruosità
devono a tutti i costi ispirare sentimenti di accettazione e di
ingannevole amore.
Nel film non c'è spazio per la bontà. Sono cattivi
i presunti normali, sono cattivi i mostri.
Non c'è umanità nei presunti normali, non c'è
perdono nei cuori dei deformi.
Solo vendetta e mutilazione. Tanto che la pellicola è stata
pesantemente censurata di oltre mezzora per la durezza delle scene
finali.
Insomma un film da rivedere per rivedere, forse, alcuni concetti
sul bene e sul male. |