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Fabrizio Ghilardi e Gianluca GrementieriFABRIZIO GHILARDI INTERVISTA GIANLUCA GREMENTIERI

Gianluca Grementieri, fiorentino, appassionato giocatore di Subbuteo, ma soprattutto collezionista. Recentemente sei stato tra i promotori dell’ Associazione Calcio in Miniatura, ente no-profit nato in occasione delle celebrazioni per il 60° Anniversario della nascita del Subbuteo. Con noi hai collaborato alla realizzazione del Subbuteo Fair di Roma, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica Flick about di Charlotta Smeds. Parliamo prima del mondo del Subbuteo, poi dell’Associazione.
Il Subbuteo, nato 60 anni fa, ha vissuto la sua “golden age” durante la seconda metà degli anni ’70, anni nei quali hanno preso largamente piede i circuiti agonistici organizzati attorno a federazioni nazionali patrocinate dalla Waddington, l’allora produttrice e detentrice del marchio Subbuteo. La funzione di questi circuiti largamente partecipati (i tesserati solo della federazione italiana di allora superavano le 10.000 unità) era certamente anche quella di fornire un traino allo sviluppo commerciale (il picco alla fine degli ’80), ma la voglia di distinguersi per bravura sul campo da parte degli agonisti ha fatto sì che il circuito dei giocatori divenisse un vero e proprio mondo a parte. Una volta che il marchio è stato ceduto ad Hasbro (che l’ha comprato per poi disinteressarsene quasi totalmente), la situazione è precipitata nel caos: una parte del circuito agonistico si è riorganizzata snaturando il gioco cercando di portarlo al rango di sport minore per sfruttarne un business, il resto degli appassionati (la stragrande maggioranza) si è frammentato in mille rivoli in ambiti pressoché familiari per interessarsi progressivamente ad altro, facendo parlare per anni di “scomparsa” del Subbuteo. In seguito internet è stato un buon innesco per far riaccendere la scintilla della nostalgia, ma chi si è riavvicinato ha trovato una situazione completamente diversa. L’Associazione Calcio Miniatura ha come scopo la conservazione e la promozione del gioco Subbuteo, così come era al momento della sua massima popolarità fra gli anni ’70 e ’80 ed è per la prima volta un’organizzazione no-profit slegata da un qualsivoglia interesse esterno. In quest’ottica possiamo distinguere due ambiti ben precisi nei quali ci sentiamo di dare la nostra esperienza al servizio degli appassionati. L’organizzazione e la regolamentazione di tornei Subbuteo alla “vecchia maniera” e un servizio di supporto per coloro che vogliono collezionare i pezzi storici Subbuteo.
Qual è l’identikit del collezionista Subbuteo?
L’identikit è abbastanza ben definibile. E’ un ex-ragazzo degli anni ’70 o ’80 che, affascinato in giovanissima età dall’irresistibile bellezza del panno verde, lo ha rincontrato da adulto (al 90% grazie ad internet) dopo un periodo più o meno lungo di oblio. Adesso che ha una buona disponibilità economica, vuole riappropriarsi in toto di ciò che era praticamente irraggiungibile da bambino. In questa ricerca c’è sicuramente il desiderio di riabbracciare il periodo spensierato dell’infanzia, ma anche quello di recuperare un’intera epoca “analogica”, più umana, meno meccanica e “digitale” di quella in cui annaspiamo ora. Paradossalmente sono principalmente digitali gli strumenti che gli hanno permesso di riscoprire il Subbuteo e di ingrandire la propria collezione.
Il legame col calcio ‘old style’ è fondamentale. Più non ci si riconosce nel calcio moderno, più è probabile che ci affascini la rappresentazione del football d’epoca con quelle divise lineari, semplici e fantasiose al tempo stesso, quei colori grezzi che trasudano fascino da ogni pennellata meravigliosamente imprecisa.
Sai di personaggi famosi che collezionano squadre di Subbuteo?
Si narra (ma non ne ho testimonianza diretta) che Enrico Letta sia un appassionato collezionista di hw, mentre Gigi Buffon lo sia di lw.
È facile collezionare squadre?
Essendo la passione, la spinta fondamentale al collezionismo, teoricamente potremmo dire che il piacere di reperire, possedere, custodire, catalogare l’oggetto dei nostri desideri alleggerisce le difficoltà concrete di questo tipo di collezione. Gli ostacoli sono principalmente di tipo economico: una singola squadra heavyweight anni ’70 (quelle a “barretta” per intendersi, forse l’oggetto di maggior attrattiva fra i collezionisti Subbuteo) può avere un costo variante fra i 20 e i 200 euro a seconda della rarità. La collezione completa è di oltre 300 squadre!
Le altre incognite riguardano le condizioni e l’originalità. Ebay è il luogo principale per acquistarle senza doversi muovere da casa e c’è una buona scelta almeno inizialmente. Il grosso difetto sta nella difficoltà di capire le condizioni esatte dell’oggetto e cosa ancora peggiore è la diffusissima presenza di autentici falsari che dipingono vecchie miniature con i kit delle squadre più rare spacciandole come dipinte originalmente dalla Subbuteo più di 30 anni fa. Anche per questo motivo ACM, con l’aiuto di diversi importanti esperti collezionisti ha voluto fornire agli appassionati un servizio (sempre assolutamente gratuito) che li guidi e aiuti. Un dettagliatissimo catalogo fotografico con foto di ogni “referenza” fronte/retro/lato e valore stimato utile da confrontare con ciò che viene pubblicato su ebay.
Vintage Subbuteo (questo il nome del catalogo, www.vintagesubbuteo.com) non è solamente una statica carrellata d’immagini. Gli iscritti possono segnalare accanto ad ogni referenza la volontà di cedere/acquisire tali squadre favorendo così lo scambio “orizzontale” di materiale vintage. Ovviamente chiunque si senta di fornire il proprio contributo per far crescere il servizio, è benvenuto. Sono in fase di studio avanzato altre iniziative che cercheranno di rendere vita dura ai falsari.
Stay linked!
Con quali squadre giocate a Subbuteo?
L’agonismo (vissuto in prima persona negli anni ’80) si basava sull’utilizzo di miniature hw, perché più ‘performanti’. Come tutti i subbuteisti sanno, praticamente ogni base di ogni miniatura hw originale differiva per qualche piccolo dettaglio di forma. Fra squadra e squadra le differenze erano addirittura evidentissime. Per questo negli anni d’oro dell’agonismo Subbuteo, per riuscire a reperire le basi migliori, un giocatore le doveva selezionare fra almeno 4-5 squadre hw. Riuscire a farlo adesso è ancora più arduo se pensiamo al costo che ogni giorno una hw originale raggiunge su ebay (forse 100 euro non basterebbero a comporre una degna squadra da gioco). E chi non è esperto non saprebbe nemmeno quali basi selezionare. ACM ha recuperato una macchina per la stampa degli anni’70 e ha fedelmente riprodotto le basi migliori dell’epoca.
Il set da 10 basi ACM (prodotte nel 2007, 60° compleanno del Subbuteo) permette per la prima volta a chiunque di poter giocare con le migliori basi mai prodotte per il Subbuteo e soprattutto di averle a prezzi accessibili. Un set di basi costa circa 25 euro e viene inviato insieme ad una scheda tecnica sul materiale utilizzato conforme alle norme CE. Essendo una no-profit, il ricavato viene reinvestito in altre iniziative legate alla diffusione del Subbuteo o in gran parte devoluto all’Ospedale Gaslini di Genova, con cui da tempo l’associazione è legata.
Un lavoro serio e impegnativo che è davvero un grande servizio al collezionismo. Ci sono siti inglesi di collezionisti d’Oltremanica che raccontano brevemente la storia del Subbuteo e che forniscono immagini di squadre. Ma senza il vostro approccio filologico.
Sicuramente il famoso sito di Peter Upton (www.peter-upton.co.uk/sub1.htm) rappresenta una straordinaria enciclopedia online del Subbuteo. Impressiona la sua capacità di essere riuscito a raccontare la storia di qualsiasi cosa sia uscita dalla Subbuteo in 60 anni di produzione. Quello che abbiamo voluto fare noi è semplicemente un ingrandimento di un particolare aspetto di questa produzione, quella che suscita forse le passioni più sfrenate: le squadre hw. La cosa che ci rende particolarmente orgogliosi di Vintage Subbuteo è stata la partecipazione di importantissimi collezionisti che hanno fornito le immagini delle loro introvabili squadre (ci sono “varianti” realmente per palati finissimi).
Un approfondimento oggettivamente più rilevante di quello del buon Peter, che dovendo spaziare su infiniti argomenti rimane per forza di cose più in superficie in questo settore specifico.

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