IL MIRACOLO DI NATALE
Prima contrastato, poi benedetto a gran voce: parliamo dell’esperimento
fatto dalla Fiorentina dopo l’incontro con l’Inter.
A fine partita i giocatori viola che hanno perso per due a zero
la partita disputata in casa, hanno salutato i colleghi nerazzurri
con un corridoio fatto di pacche amichevoli e strette di mano, alla
maniera del rugby.
I media hanno dato grande risalto all’accaduto e tutti per
una domenica sono stati un po’ più buoni e incredibilmente
hanno scoperto il fair play.
Fino a fare la tragica scoperta: il beau geste era stato snobbato
dalla Lega Calcio che lo aveva addirittura vietato.
E sì, la Lega prima ha proibito, poi ha ratificato e spiegato
che solamente per via dei tempi troppo stretti non era stata in
grado di dare parere favorevole. Insomma, con una piroetta da circo
Barnum, ad Abete e Matarrese è riuscito di salire sul carro
dei vincitori benedicendo l’iniziativa che d’ora in
poi dovrebbe stemperare gli animi e renderci tutti fratelli. Hanno
solo dovuto attendere di capire quanto fosse stata apprezzata l’ennesima
pagliacciata.
La data scelta per essere tutti più buoni grazie a un regolamento
obbligatorio, nemmeno a farlo apposta, è quella della ripresa
del campionato.
Le festività del Santo Natale, dopo il Consiglio di Lega
del 13 dicembre, porteranno pace e gioia.
E da quest’anno pure il fair play obbligatorio.
Il carro dei vincitori si è riempito nel breve volgere di
poche ore. Presidenti, calciatori, giornalisti hanno fatto a gara
a rilasciare dichiarazioni ricche di goccioloni di miele. Potenza
del Natale e del Bambinello Gesù.
Peccato che i vari Cobolli Gigli, Galliani, Abete (sarà il
nome così natalizio, ma mette tanta allegria), Cellino, Ghirardi
– che hanno parlato di istituzionalizzazione del fair play
– abbiano dimenticato di ricordare che non dipende da una
regola federale se i propri giocatori improvvisamente saranno più
fair in campo. Perché sarà davvero ridicolo vedere
giocatori contorcersi a terra moribondi dopo aver ricevuto un buffetto,
con l’intento di perdere tempo e con un occhietto semichiuso
o, fate voi, semiaperto, per sbirciare se l’avversario si
commuove e butta fuori la palla invece di segnare a porta vuota.
Sarà divertente vedere gomitate e calcetti; gol segnati di
mano ed esultanze furiose; tuffi in area per simulare rigori e tante
altre meraviglie del genere e poi, improvvisamente, a fine partita,
scoprire che i calciatori sono ancora in grado di riservarci sorprese
e di trovare una discreta faccia tosta per continuare a simulare,
stavolta il più puro dei fair play possibili.
Peccato che i vari presidenti (loro che parlano di modello inglese
quando gli fa comodo) non abbiano preso ad esempio il modello del
Torquay United, società che pretende dai propri giocatori
la correttezza e la sportività, altrimenti via, pedalare
altrove, magari in Italia dove tutto è concesso, basta saper
piroettare.
Ma forse il Natale renderà davvero tutti più buoni
e il miracolo accadrà davvero.
Ha colpito il silenzio del presidente Lotito, il quale non perde
mai l’occasione di parlare di moralizzazione e di calcio didascalico-allegorico.
Pare sia ancora incantato a pregare davanti alla grotta del presepio.
Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis! |