IMMAGINIAMO
UN PO'
Immaginiamo di voler scrivere un film. Magari tipo quelli di Tarantino
che vanno tanto di moda.
Immaginiamo, però, di dover fare un film low budget perché
non abbiamo tanti soldi.
Gli ingredienti dovrebbero essere violenza (tanta, gratuita, sanguinolenta),
tinte forti, droga, omicidi, corruzione.
Immaginiamo che in una città immaginaria venga ucciso un
poliziotto durante una partita di pallone che è degenerata
in scontri violenti tra tifoseria locale e forze dell’ordine.
Si riunisce una task force che decide di ripulire il football, magari
mettendo in galera un pò di giovanotti troppo esuberanti
e focosi, "malati" di malavita e di protagonismo di basso
livello.
Non sarà facile perché i troppi interessi non consentono
di registrare il necessario giro di vite.
Si decide, allora, di limitarsi a fare leggi speciali e chiudere
gli stadi per pochi giorni perché i troppi soldi che girano
obbligano anche i politici duri e puri a rivedere i loro piani.
Politici che sono anche alle prese con una tipica crisi di governo.
Facciamo finta che la malavita organizzata di questa città
sia dedita alla vendita di droga e al controllo della politica locale
e abbia contatti con altre forme altrettanto organizzate in altre
città.
Aggiungiamo una cupola di affaristi senza scrupoli che controlla
il mondo del pallone e che compra e vende arbitri, partite, politici.
Cos'altro può servire? Sicuramente i servizi segreti deviati.
Servono sempre una pista politica, dei terroristi e dei mafiosi,
figuriamoci se non servono agenti segreti carichi di polonio.
Cerchiamo un personaggio buono, ci vuole per portare avanti la nostra
storia.
Magari un investigatore privato (più sul tipo dell’ispettore
Ginko che sulla falsariga di Sherlock Holmes, entrambi fumatori
di pipa – ah, non ce vogliano a male i sostenitori di un mondo
senza fumo, quelli che hanno fatto sì che Tex Willer smettesse
di comparire con la sua sigaretta nelle strisce di Bonelli). Uniamo
al nostro cocktail cinematografico un po’ di veline bellocce
che col sesso tentano le vie brevi per fare carriera. Immaginiamo
pure che qualche disinibito e facoltoso signorotto, magari aristocratico,
legato alle lobbies politiche internazionali, sia coinvolto nello
scandalo e che, di vizio in vizio si scopra grande consumatore di
cocaina e di festini a luci rosse. Mettiamoci qualche travestito
e un pizzico di disinvolti magnati della grande industria.
Agitiamo tutto o, se preferite, come Bond, mescoliamo.
Insomma, il nostro eroe indagando su diversi crimini s'imbatte in
uno squallore immenso, qualcosa tra Charles Bukovski, Michel Houllebecq
e Bret Easton Ellis.
Ora ci serve il cattivo. E questo è più difficile
perché non ci sono più i cattivi di una volta.
Nessun ladro gentiluomo tipo Arséne Lupin, nessun Fantomas,
nessun Kriminal.
Serve un mostro, tipo un assassino che uccida a sangue freddo i
suoi vicini di casa per i cosiddetti futili motivi. Ma siccome studia
i suoi crimini sui fumetti di Diabolik, si fa beccare dal nostro
investigatore.
Che non molla e si trova a indagare anche su altri episodi.
Tipo un cadavere nella valigia (anche se questo pezzo fa molto citazione
del film Crimen) ritrovato nella stessa città in cui è
stato ucciso il poliziotto (qualche legame con l'omicidio del tutore
dell'ordine?), un pensionato ben conservato in un frigorifero per
risultare ancora abile e arruolato quando il figlio ritira la sua
pensione e un giro di cocaina che si scopre essere consumatissima
in tante città, ma soprattutto nel Parlamento.
Stanco e schifato, il nostro eroe abbandona. O si suicida, fate
voi.
Immaginiamo un film del genere. Immaginiamolo così. Soprattutto
a basso costo.
Il costo del giornale che leggiamo tutti i giorni.
23 Febbraio 2007 |