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LA PREMIER LEAGUE VA LONTANO

Ci risiamo.
Le logiche del profitto e dello spettacolo a tutti i costi hanno intaccato anche il calcio nella Patria che l’ha inventato. L’ultima bizzarra notizia che rimbalza d’Oltremanica riguarda la La Premier League che potrebbe presto organizzare partite all’estero dopo che i 20 clubs hanno concordato di considerare la proposta.
Proposta davvero singolare che prevede di estendere la stagione per ciascuna squadra di un turno: da giocare lontani da casa. Ma davvero molto lontani. Non si tratterebbe più di considerare le partite ‘home’ e ‘away’, ma le dieci gare aggiunte sarebbero ospitate in altri Paesi, con città lontane e lontanissine pronte a pagare i diritti per ospitarle e veder sgambettare i tanti campioni britannici (britannici anche d’adozione calcistica) che affollano il massimo campionato inglese. Asia, Oriente e Nord America sarebbero le possibili sedi.
Nessuna decisione è stata ancora presa sulle modalità di strutturare gli incontri.
Un’idea sarebbe quella di tenere un sorteggio che escluda gli incontri diretti tra le prime cinque squadre della classifica, che sarebbero considerate teste di serie, per non provocare scontri diretti. I punti di queste partite sarebbero validi per la classifica della Premier League. Insomma una follia. Come se non bastassero le dichiarazioni dell’ultimo arrivato nella Football League Championship, Flavio Briatore che vorrebbe portare il QPR a giocare a New York.
Ovviamente, si attendono maggiori discussioni, visto che nessuna decisione ufficiale sarà presa fino all’estate, quando la Premier League terrà il proprio meeting annuale. Se i clubs dovessero trovare un accordo in merito, il massimo campionato inglese cambierebbe a partire dalla stagione 2010-11.
Questo strano rapporto con le colonie americane ha un precedente, seppure all’incontrario. Lo scorso anno una partita della NFL, disputata dai Miami Dolphins e i New York Jets, fu ospitata dal nuovo stadio di Wembley. Un vero scandalo. Dopo la distruzione del tempio del calcio, l’onta di una partita di uno sport così poco inglese. Ma il successo, specialmente negli Stati Uniti, è stato enorme, tanto che un’altra gara è stata confermata per la stagione in corso. Insomma il grande interesse commerciale al di sopra di tutto.
Jeremy Hunt, portavoce del Ministero per la Cultura, i Media e lo Sport, ha dichiarato che giocare fuori dall’Inghilterra sarebbe una vergogna: ‘Io credo che la Premier League – ha detto Hunt – tragga il massimo dal fatto di avere alcuni tra i migliori giocatori al mondo e possiamo già essere molto soddisfatti della Premier League che abbiamo’.
‘Piuttosto – ha aggiunto Hunt – dobbiamo essere certi che la nostra Premier League coltivi i talenti che provengono dai nostri vivai e non mi sembra che ciò accada come in realtà dovrebbe’.
Come dargli torto? Povera Inghilterra, poveri stadi inglesi!
Chissà se un giorno sarai costretta a ospitare nello Stadio di Wembley anche i campionati mondiali di balletto?

Roba da Billy Elliot.
Billy Elliot Billy Elliot    
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