MANGANELLI PER TUTTI
Ci siamo. Hanno gettato la maschera.
Il Grande Fratello in Italia ha deciso di uscire allo scoperto.
Niente più intercettazioni, niente più scandali, niente
più servizi deviati, stragi, bombe e affini.
Da qualche giorno il controllo totale sulla cittadinanza non è
più un mistero.
La Polizia ha il suo nuovo Capo: il nome, anzi il cognome è
programmatico: Manganelli.
Il fatto è sfuggito a pochi. Esso annuncia un sistema, un
vero e proprio progetto per la soluzione finale.
Alla base, una scelta democratica.
In dotazione a tutte le forze dell’ordine il manganello ha
prevalso sulla volontà di un ristretto gruppo che avrebbe
preferito alla guida della Polizia di Stato il più feroce
Lacrimogeni.
Armi che, però, non tutti i poliziotti hanno nella propria
dotazione personale.
E dunque è fatta. “Manganelli per tutti” è
il nuovo slogan col quale il Capo della Polizia si presenterà
ai cittadini. Si chiedeva più sicurezza e lo Stato, il nostro
azionista di maggioranza, si impegna nella sorveglianza continua
di tutti i cittadini attraverso l’incessante controllo operato
dalle Forze dell’Ordine.
Nemmeno Orwell, Bradbury e Huxley erano arrivati a immaginare tanto.
Soddisfazione è stata espressa da tutte le forze politiche.
Ogni dissenso verrà represso.
Ma i cittadini, almeno in segreto si interrogano; alcuni esprimono
preoccupazione.
Tanto tanto se il Ministro della Giustizia dovesse chiamarsi Ghigliottine;
ma se il prossimo Ministro della Salute dovesse chiamarsi Supposte,
cosa ci succederà? |