Tempi duri per la Polizia di Stato
Da qualche tempo i nostri tutori dell’ordine sono in grande
difficoltà: il rifornimento consentito alle auto della Polizia
stradale è di massimo venti litri per ciascun mezzo. Poi:
fine di pattugliamenti, corse, pronti interventi ecc.
Il ministero degli Interni è in bolletta e chiede ai suoi
uomini un ultimo sacrificio: parsimonia con la benzina quando si
va al distributore. Le risorse sono poche e bisogna lavorare più
con l’intelligenza che con le ‘pantere’. E se
il ladro scappa e percorre un bel po’ di chilometri, pazienza.
Va inseguito fin dove si arriva. O sennò, si spara da lontano,
poi ci si ragiona... Sembra di vedere la scena: un po’ una
rivisitazione di Guardie e Ladri di Aldo Fabrizi e Totò.
Solo che i ladri sono ben lontani da doversi produrre in fughe appiedate
e le guardie, invece, sono ridotte in prima e seconda a rincorrere
sconsolate sperando quantomeno nell’incidente dell’inseguito.
“Il contingentamento non vale solo per la stradale ma anche
per le volanti della questura” – ha spiegato Guglielmo
Frasca, della Consap, la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia
– “i soldi per la benzina stanno finendo, solo a Roma
trentacinque auto restano inchiodate nelle officine perché
mancano i fondi per ripararle. Come si può parlare di sicurezza
ai cittadini quando non si è in grado nemmeno di mettere
su strada una volante a pieno servizio?”.
E dunque, cosa fare in attesa che una Finanziaria più generosa
restituisca alla Polizia il suo prestigio e tutta la benzina di
cui ha bisogno?
La Polizia non dorme, cari voi! Ha già studiato un geniale
rimedio che dovrebbe fruttare soldi a palate e tanta simpatia. I
guru del marketing poliziesco si sono scatenati e hanno studiato
una linea di abbigliamento per i giovani, firmata nientepopòdimenoche
dalla Polizia di Stato.
Magliette, polo, felpe, giacche ma anche zainetti, faranno parte
di una collezione Primavera – Estate 2007 (può essere
già acquistata nei negozi) che sarà caratterizzata
dal marchio della “Pantera”, il simbolo delle Volanti
della Polizia.
La collezione è stata prodotta dalla ditta Fin.Esse Spa e
sono già in preparazione le collezioni Autunno – Inverno,
oltre alla linea per donna e bambino.
Per ogni collezione, sulla scorta un po’ cafoncella di quanto
si trova in giro sulle bancarelle dei mercatini a proposito della
polizia americana, dell’FBI e della CIA, sono stati utilizzati,
in pieno stile vintage, i marchi storici della Polizia di Stato,
in particolare quelli degli Anni ’50 e ’60, impiegando
le sigle di quattro reparti speciali.
Al momento, le magliette, i cappellini e le felpe hanno il logo
dei reparti speciali Nocs, Polizia Stradale, Reparto Volo e Reparto
Volanti. “Sono dei capi di abbigliamento che richiamano,
per distintivi e acronimi, quelli che si vedono nelle fiction televisive”
- ha spiegato Roberto Sgalla, direttore delle relazioni esterne
della Polizia di Stato – “hanno come elemento che
li distingue la pantera che ha caratterizzato la nostra storia”.
Il fine della Polizia oltre che di racimolare qualche soldo, è
quello di avvicinare sempre più la gente nell’ambito
dello stesso progetto di Polizia di prossimità.
“Oggi l’abbigliamento costituisce l’identità
di un individuo, quindi dietro a quello che uno indossa c’è
sempre una motivazione” - ha ricordato ancora Sgalla –
“chi porta questi abiti si vuole identificare in un’istituzione
che oggi riscontra molta fiducia, e il nostro intento è quello
di trasmettere dei valori anche attraverso la moda”.
Anche i prezzi di questi capi di abbigliamento sono alla portata
dei giovani, sempre secondo quanto ritengono nel marketing della
Polizia: si parte da 50 euro per una t-shirt, 55 euro per una polo
fino a 130 euro per una giacca. Prezzi decisamente altini, ma come
dire, ogni giacca venduta, un bel pieno di benzina e più
sicurezza per tutti.
In attesa delle prossime collezioni, per le quali verranno utilizzati
anche i marchi degli Artificieri e della Digos, insomma, tutti griffati
Polizia.
Ma per favore niente ultras e tatuati. Il materiale firmato Polizia
di Stato non è per voi.
È per gente per bene... |