Stile
e design per soluzioni abitative futuribili e rivoluzionarie
Portable Playhouse
Negli anni '60, il grande interesse che si sviluppò in tutto
il mondo per lo Spazio, per i viaggi verso stelle e pianeti e per
il design avveniristico, ha fatto parlare di vera e propria Space
Age. Architetti e designer si interessarono al fenomeno e lo svilupparono,
ciascuno nel proprio settore. Uno degli esempi più autorevoli
di design rivoluzionario di quegli anni, è rappresentato
da una piccola abitazione a forma di disco volante, realizzata dal
finlandese Matti Suuronen. Cercando di realizzare un modulo abitativo
che fosse di facile assemblaggio in condizioni difficili e veloce
da riscaldare, l'architetto realizzò una casa a forma di
UFO che divenne più famosa, in seguito, come "Futuro
house".
Il nuovo design riassumeva i più importanti temi dell’architettura
utopica degli anni '60: mobilità, aumento della disponibilità
del tempo libero e ricerca di nuovi materiali. L'ottimismo tipico
di quegli anni spinse a ricercare nuove opportunità per sviluppare
al meglio un certo stile di vita che, per la prima volta, concedeva
al tempo libero tanto spazio, rispetto a quello dedicato, nella
vita di tutti i giorni, al lavoro. Un numero sempre crescente di
persone, infatti, al momento di andare in villeggiatura iniziava
a lasciare la propria casa e ad apprezzare le vacanze, il luogo
di villeggiatura e la loro qualità. A tutto ciò si
proponeva di offrire una soluzione "Futuro": l’abitazione
avrebbe risolto tutti i problemi di pianificazione per la villeggiatura.
Sarebbe stata una meravigliosa soluzione abitativa con moderno design
Space Age, perfettamente trasportabile.
Una casetta facilmente trasferibile da un posto all’altro,
persino (!) con l'elicottero, realizzata in vetroresina (VTR), materiale
composito formato da fibra di vetro e resina plastica, in genere
a base di poliestere, termo indurente. Come si leggeva nelle brochure
di presentazione.La stessa pubblicità raffigurava "Futuro",
un luminoso e colorato disco volante "caduto" dallo Spazio,
immerso in un placido bosco finlandese – finlandese proprio
come Suuronen – quale contrasto che avrebbe dovuto convincere
il possibile acquirente.
La casa era stata pensata con funzioni simili a una navicella spaziale,
a parte il volo: pulsanti futuribili avrebbero consentito di manovrare
tutta la casa; la porta d’ingresso era dotata di una scaletta
laterale, proprio come un velivolo. All'interno dell'abitazione
tutto aveva un tocco "Space Age":
il piccolo bagno, la cucina, il caminetto posto al centro, le poltroncine
aerodinamiche riconvertibili in letti. Tutto nella casa ellissoidale
era colorato, funzionale e soprattutto fabbricato in plastica. Le
case Futuro apparvero originariamente in bianco, giallo o celeste.
Nel 1968 "Futuro" venne presentata a Londra. Il Daily
Mirror si occupò di recensire il design finlandese e la nuova
abitazione spaziale con uno speciale.
Il tono era un po’ sarcastico: "questo oggetto, il cui
design assomiglia all’idea che tutti hanno di una navicella
spaziale, rappresenta l’idea innovativa finlandese del perfetto
cottage per il fine settimana". Ad ogni modo il nuovo design
di Suuronen riscosse un certo successo in Europa e nel resto del
mondo. Il Museo d'Arte Moderna di New York chiese alcune immagini
e, alcuni anni più tardi, la rivista internazionale "Playboy"
gli dedicò un pezzo. Col nome di "portable playhouse".
I finlandesi presentarono il proprio prodotto innovativo anche sul
mercato sovietico.
Un’agenzia di viaggi russa ebbe l’idea di sistemare
le navicelle spaziali lungo una pista da sci. L’unica obiezione
all’acquisto delle case, veniva dal prezzo troppo superiore
alla media per ciascun posto letto. I finlandesi risposero che avrebbero
potuto inserire, all'occasione, qualche altro letto in più.
La discussione continuò a lungo, finché i finlandesi,
orgogliosi del loro prodotto, si aggiudicarono il match rispondendo
che soltanto il presidente Nixon si sarebbe potuto permettere l'acquisto
di una casa "Futuro".
Comunque la casa-navicella spaziale non ebbe un grande successo
sul mercato.
L'aeronautica militare svedese ne acquistò un paio per usarle
come torrette d'avvistamento. Alcune furono esportate in America
e Giappone.
Risultò evidente, però, che il progetto "Futuro"
rappresentò un fallimento. Alcune critiche puntualizzarono
la pochezza della strategia di marketing e soprattutto un banale
errore nella scelta del target di riferimento da parte dell’azienda
produttrice: pubblicizzata come soluzione creativa per tutti, la
casa "Futuro" non era certo alla portata del cittadino
medio.
Suuronen fu anche criticato dai suoi colleghi architetti per via
del forte contrasto tra un'abitazione futuribile e il contesto ambientale
in cui si pretendeva di inserirla. Probabilmente un grosso ostacolo
alla diffusione di "Futuro" fu anche la crisi energetica
del petrolio degli anni '70. Nonostante tutte queste ragioni, di
case dal design innovativo e spaziale, ne furono realizzate una
trentina.
Alcuni anni più tardi "Futuro" divenne nuovamente
d'attualità: una mostra d'Arte Contemporanea installò
un disco volante nel bel mezzo di un giardino del Topkapi a Istanbul.
Questa volta il forte contrasto tra l’ambiente circostante
e il design innovativo di "Futuro" non ricevette alcuna
critica. Al contrario "Futuro" fu, da quel momento, ritenuta
un’icona dell’arte contemporanea. |