META' CAMPIONATO DI SERIE A E' ANDATO
Metà campionato di calcio di serie A è andato.
Qualche riflessione si rende inevitabile. Cominciamo col dire che
quelle di carattere tecnico-tattico le lasciamo agli addetti ai
lavori.
Il primo dato che balza prepotentemente agli occhi è l’assenza
di pubblico negli stadi.
Chiese sempre più vuote di una religione che ha bisogno di
una robusta riforma. O meglio di una controriforma.
Perché la loro riforma i Signori del pallone la stanno portando
avanti. Con risultati deludenti e preoccupanti per chi ama il calcio.
Gli stadi italiani, sempre più vuoti, scomodi, costosi e
abbandonati, fanno tristezza e rabbia. Ma nessuno ne parla. O, se
ne parla, preferisce assegnare colpe specifiche ai tifosi e ai gruppi
organizzati. Delle leggi Amato che hanno cancellato il colore e
l’allegria, che vietano le trasferte e che costringono ad
un tour de force per acquistare i biglietti, nessuno vuole parlare.
Come dire, Spaccarotella ha ancora la rivoltella. E nessuno fiata.
La televisione si è impadronita del calcio, per colpa dei
presidenti furbetti e intrallazzatori e dei politici sempre pronti
a battersi per i loro diritti. Ma anche di questo, nessuno parla.
Sky Sport ha da poco registrato il nuovo record per una partita
giocata alle ore 15: il derby di San Siro, che ha chiuso l’annata,
è stato infatti visto da una media di 1.720.205 spettatori,
con uno share del 10,59% e 2.844.175 contatti unici (vale a dire
per almeno due minuti). Roma-Inter di sabato 29 settembre aveva
fatto il 10,64% (1.358.99 spettatori). Juventus-Inter di domenica
4 novembre (ore 20,30) il 9,72%, con addirittura 2.608.980 spettatori.
E la gara di Champions League, Manchester United-Roma (2 ottobre
2007) aveva toccato il 3,16%.
Insomma, ci piange il cuore dirlo, ma il calcio “giocato”
in tv piace: durante il weekend Sky fa ottimi ascolti e sta pensando
ad un’offerta ancora più completa.
“Dovremo creare più finestre fra sabato e domenica,
con orari diversi”, ha detto Antonio Matarrese confermando
la linea già intrapresa. Il calcio, d’altronde, dipende
tutto, o quasi, dai diritti televisivi. Almeno in Italia. E certo
Matarrese, nella sua analisi, non si sofferma minimamente sul grande
problema degli stadi vuoti.
Il suo sogno è definitivamente tramontato: sperava di avere
due milioni di tifosi in più, grazie al ritorno in A di Juventus,
Napoli e Genoa. Dovrà accontentarsi, se va bene, di 1.300
- 1.400.000 tifosi in più. La media partita è cresciuta
rispetto alla scorsa stagione: ora siamo sui 22.000 spettatori contro
i 18.756 dell’anno post-Calciopoli.
Ma nel ‘91 gli spettatori-partita erano 34.000, nel 2000 29.124.
Quest’anno alla sedicesima giornata, la media è stata
di 14.151 spettatori, la più bassa della stagione. Per Empoli-Cagliari
c’erano 786 paganti. Spalti mezzi vuoti anche per Lazio-Juve,
Cagliari-Milan. La Roma tiene abbastanza bene: circa 40.000 tifosi
fra abbonati e paganti, ma nel 2004 erano quasi 50.000.
La Lazio, grazie a Lotito, è crollata del tutto. Juventus
e Torino giocano in uno stadio piccolo e la dirigenza bianconera
sta pensando di rinunciare a ristrutturare il Delle Alpi.
Matarrese, piuttosto, guarda al piccolo schermo e studia qualcosa
di nuovo. La Lega Calcio, su idea di Adriano Galliani, sta pensando
ad un calcio sempre più in pay tv, con Sky che è disposta
a tirare fuori più soldi, ma vuole avere un vero monopolio.
Sky, infatti, è favorevole ad un campionato “spezzatino”:
non bastano più i due anticipi al sabato e il posticipo alla
domenica. Si sta pensando ad una gara alla domenica all’ora
di pranzo e una il lunedì sera, come accade in Inghilterra
con il “Monday night”.
Di sicuro, come ha confermato lo stesso Matarrese, Mediaset non
prenderà più i diritti in chiaro che scadono il 30
giugno di quest’anno e Piersilvio Berlusconi non ha certo
intenzione di pagare ancora 61,5 milioni di euro all'anno.
La Rai è interessata e vorrebbero tanto rifare lo storico
“Novantesimo Minuto”. Considerato che non vuole spendere
e che già quest’anno non ha comprato la serie B –
campionato ormai (quasi) clandestino – ci crediamo poco.
I presidenti non si preoccupano della fuga dagli stadi e pensano
solo ai soldi che verranno dal 2010 con i “nuovi” diritti
tv. Ci chiediamo: per portarseli all’estero o per reinvestirli
nel calcio?
E non pensate di disturbare l’Onorevole Melandri per ottenere
risposte. Il Ministro senza portafoglio, pur di salvare un Ministero
praticamente inutile, è alle prese con la realizzazione di
una legge seria che tuteli i marchi dei clubs dai falsi.
Ma da questa gente chi li tutela i poveri tifosi? |