SIRCANA
- MELE 1-1
Sarà che il vecchio adagio ‘agosto, moglie mia non
ti conosco’, peraltro sempre valido anche negli altri mesi
dell’anno – perché limitarsi a trenta giorni,
quando l’agosto più che un mese può diventare
categoria dello spirito? – è un evergreen della sottocultura
italiota; sarà che siamo tutti un po’ impregnati di
quello spirito da B-movies che ha fatto grandi Edwige Fenech, Lando
Buzzanca e Lino Banfi e che tanto piace al grande Quentin Tarantino;
sarà che come recita un altro adagio popolare ‘ogni
lasciata è persa’; insomma, com’è, come
non è, stavolta è il turno di un politico dell’Udc,
che è stato colto con le mani nel barattolo della marmellata.
Solo che nel barattolo, invece della marmellata, c’erano un
paio di squillo, delle quali una in overdose di cocaina. E allora?
Certo, direte, voi, il povero politico, intanto, non si è
fermato ad abbordare i travestiti come qualche suo altro collega
di opposte fazioni politiche (peraltro ciascuna rispettando, in
fondo, le proprie posizioni politiche in materia), e poi, non è
nemmeno fuggito inorridito di fronte a una tossicodipendente mezza
morta e ha persino aiutato la signorina che era in difficoltà.
Non solo, il povero politico ha ammesso che si è trattato
di un'avventuretta di una sera... Insomma, si chiedono in tanti,
dov’è il problema?
Intanto, i meglio informati ci spiegano che si tratta di un fatto
privato; poi ci dicono che la polizia ha redatto un verbale ma che
non ci sarà nessuna inchiesta. Non si tratta mica di un ultras.
Parliamo solo di un politico che per una sera, invece di trovarsi
in aula a votare per l’approvazione della riforma dell'ordinamento
giudiziario, ha preferito trascorrere la serata in compagnia di
amichette, delle quali una è dovuta ricorrere all’aiuto
dei medici, perché si è sentita male. Magari non aveva
digerito, chissà.
Come biasimarlo? Chi sceglierebbe di rimanere a lavorare fino alle
due di notte, se invece potesse scegliere di farsi fare tante coccole
in un albergo super lusso da un paio di giovani e squillanti signorine?
L’unico problema, lo stesso avuto dal politico che si era
intrattenuto a curiosare tra i travestiti, è stato quello
di affrontare la famiglia.
Ovvero, in questi casi, l’orrida moglie: la nemica delle scappatelle
e delle avventurette di una sera.
E allora è a voi che mi rivolgo, care mogli dei politici
(ma vale anche per le altre mogli). Basta scrivere lettere a quotidiani
o a riviste. Lasciate che i vostri mariti possano esprimersi al
meglio. Lasciate che si informino, che curiosino, che facciano esperienze.
Vostro marito è colto da attacchi di galanteria verso altre
donne? Siete gelose perché palpeggia? Siete davvero retrograde.
Vostro marito vuole sapere cosa c’è sotto a un travestito?
Lasciate che lo scopra. Certo, mogli, direte voi: ‘ma invece
di andarci di notte, non poteva chiederlo a quel suo collega che
di giorno alla Camera dei Deputati al bagno delle donne fa la pipì
in piedi? Saranno fatti suoi. Magari timidezza.
Un marito vuole conoscere nuove amiche una sera che senza la vostra
brutta faccia è a cena con amici simpatici? Ma perché
siete sempre così antipatiche? Lasciatelo fare. E se per
una sera esagera, che sarà mai?
Non fate come i politici dell’Udc che chiedono le dimissioni
del loro collega; fate anche voi come hanno fatto nel caso del politico
incuriosito dai travestiti. Esprimete la vostra solidarietà
e fatelo lavorare in santa pace. Come hanno fatto alla FIAT con
Lapo. Loro sì che stanno avanti.
Non scocciate, siamo in Italia. Fa pure caldo...
Luglio 2007 |