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Daniele De RossiUna sconfitta che fa bene

Bene. Anzi, molto bene.
Con un paio di anni di ritardo, forse, in Italietta si potrà fare, nel mondo del calcio, quella piazza pulita che la vittoria nel Mondiale di Germania non rese possibile.
Tornati con la Coppa del Mondo, i Nostri Eroi in azzurro avevano lasciato alle spalle l’infamia di campionati falsati dagli imbrogli e dagli scandali. Una mano di vernice aveva coperto lo sporco con buona pace di tutti. I benpensanti si erano lavati le mani nel catino di Pilato e con i loro tromboni avevano attaccato maestose sinfonie per dire che non era successo niente, che non c’erano corruzione, disonestà e immoralità. La vittoria del Mondiale era persino riuscita a ridare ai veri appassionati di calcio quella spinta in più per tornare a mangiare pane e pallone, nonostante il menu non fosse dei migliori e gli orari fossero sempre più spezzettati per far piacere a sponsor e marciume vario delle dirigenze sportive e dei vertici politici.
Ma come sempre il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
Le vergogne sono finalmente a nudo. Chi di rigori ferisce, di rigori perisce.
Ora si tenterà di gettare fango su un commissario tecnico che ha l’unica macchia di avere i riccioli come un cherubino e di essere fin troppo educato.
Poi, iniziato il campionato, si tratterà solo di puntare nuovamente il dito sui tifosi e sui presunti fanatismi del popolo pallonaro. Per nascondere i problemi del calcio, per far dimenticare che un Osservatorio osserva solo quello che gli fa piacere, per venderci qualche cialtronata come la carta del tifoso e per farci dimenticare che la Legge non è uguale per tutti e che qualcuno ancora spera che un assassino, sebbene in divisa, sconti la propria pena come un qualsiasi delinquente.
Attenzione. Sarà l’ennesimo tentativo di sviare l’attenzione dei buoni e dei fessi da quello che è il vero problema. E cioè il marciume col quale sono ammantati i nostri politici e i dirigenti dell’azienda calcistica italiana. Non dobbiamo permetterglielo.
Chiediamo a gran voce che se ne vadano. Scaldano quei banchi da troppo tempo e da troppo tempo covano le loro uova putride.
Il calcio è fatto dai tifosi, non dai diritti televisivi e dai calciatori strapagati. E nemmeno da dirigenti che diventano casta protetta e trasmettono i propri poteri invisibili di padre in figlio, di alleato politico in alleato politico per continuare quel loro magna-magna che dura da generazioni.
Fermiamoli. Fermiamo questo calcio. Facciamo tornare il football quello sport che appassiona e che porta i tifosi alla stadio. Ripartiamo da questa sconfitta Nazionale per far vincere la vera Italia che abbiamo nel cuore.

Europeo 2008 Europeo 2008    
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