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herick RostbergSPECIALE INTERVISTA CON HENRIK ROSTBERG

Action Now: Entriamo subito nel vivo della discussione. In questi ultimi anni si vedono in giro tanti tatuaggi. D'estate su una spiaggia affollata stupisce chi non è tatuato. Sembra sia dilagata una moda. Perché tutta questa attenzione?
Henrik: Il dilagare della moda del tatuaggio ha fatto si che i tatuati, che una volta erano la minoranza, fossero oggi, non dico una maggioranza, ma certo un numero decisamente elevato! E, se devo essere sincero, non sono affatto felice di questa "inflazione" di tatuaggi! Avere un tatuaggio sulla propria pelle aveva un significato ben diverso da quello che ispira oggi i tanti nuovi appassionati di tatuaggi. Una volta si faceva per distinguersi dagli altri. Oggi sembra proprio il contrario. Si tatuano anche persone che non hanno nessuna idea di quello che si incidono sul proprio corpo. Si vedono troppi tatuaggi brutti in giro.

Action Now: Detto da un tatuatore sembra poco credibile: non sei felice che ci siano tante persone pronte a far guadagnare uno che come te è del mestiere?
Henrik: Esattamente! Non sono assolutamente soddisfatto della tendenza. Il tatuaggio deve esprimere ribellione, aristocrazia, diversità.
Oggi con globalizzazione e democrazia questi concetti hanno un sapore quasi sconosciuto. Massificazione, omologazione, ugualitarismo sono invece messaggi che rassicurano la massa. Il tatuaggio ha subito lo stesso destino. Da noi, nella vecchia Europa ,una volta il tatuaggio era indice di vita sregolata, di passioni profonde o di errori commessi. Pirati, carcerati, ribelli, soldati, marinai. Persone a tinte forti. Erano loro a essere marchiati o a scegliere liberamente di marchiare il loro corpo con quanto gli ricordava o gli ispirava la loro vita. La lontananza da casa, dalla famiglia ispirava affetto nei confronti dei genitori lontani, preoccupati, anziani o forse morti. La prigionia ispirava il volo disincantato delle rondini che, fuori dalle sbarre della propria cella, ricordavano la bellezza della libertà; la propria città o i nuovi posti visitati erano i simboli che portavano con onore soldati, avventurieri e marinai. Il ricordo della morte e i simboli della propria sete di libertà e di voglia di vivere trionfavano sui corpi dei pirati. Il nome della propria amata, arricchito di cuori, rose e fiori di ogni genere erano la testimonianza di una passione d'amore che veniva immortalata sulla pelle.

Action Now: Al'interno di questa moda del tatuaggio sono diversi gli stili che consentono di portare un "marchio indelebile" sul proprio corpo. A quale stile, a quale tradizione ti ispiri?
Henrik: Provengo da una città di mare con una antichissima tradizione di tatuaggi di ambiente marinaro. I marinai, che in Europa hanno mantenuto viva la tradizione del tatuaggio quando questa andava decadendo tra gli aristocratici, hanno sviluppato un loro proprio codice di pratiche del tatuaggio, di superstizioni e di stile. Per un marinaio che aveva attraversato l'Equatore, ad esempio, esisteva un tatuaggio speciale detto "Line Crossing". Un drago significava aver attraversato la International Date Line. Una volta accumulate cinquemila miglia di navigazione, sul petto del marinaio veniva tatuata una rondine. Altre cinquemila e sull’altra parte del petto avrebbe trovato posto un’alta rondine. I marinai, come anche altre categorie di persone che svolgevano mestieri pericolosi, conferivano ai tatuaggi il potere di salvare e di proteggere: ad esempio, una croce tatuata sul petto si credeva che garantisse una sepoltura cristiana, mentre un Crocefisso tatuato sulla schiena si sperava potesse salvare il marinaio dalle frustate, perché chi si sarebbe voluto macchiare di sacrilegio colpendo l'immagine sacra? Nel film Master and Commander un marinaio, sulle nocche delle mani, ha tatuato la frase "Hold Fast", come per ricordare quanto dovesse tenersi ben saldo per non cadere in mare durante le burrasche. Ecco, questi tatuaggi, di tipo tradizionale, old school, fatti di ancore, cuori, croci, pirati, navi e rose, sono i miei preferiti. In realtà gli unici che tatuo.

Action Now: Se qualcuno viene da te con un brutto tatuaggio cosa gli consigli?
Henrik: Di farne uno bello vicino! Magari un tatuaggio old school.

Action Now: E se ti propongono di fare un tatuaggio tribale o che non risponde al tuo stile preferito, che fai?
Henrik: Rinuncio decisamente. Il mio è un lavoro che mi piace da morire, quindi nel mio lavoro devo essere felice e libero di scegliere. Altrimenti sarei finito a lavorare in banca o in qualche azienda privata con il cartellino da timbrare, la pausa pranzo, gli straordinari, le ferie ecc.
No, davvero, il lavoro non mi manca e posso permettermi di mantenere fede ai miei gusti e di tatuare secondo lo stile che preferisco.

Action Now: E' di qualche giorno fa la notizia che per legge non sarà più possibile effettuare tatuaggi sui minori di 18 anni senza il permesso dei genitori. Il rischio per il tatuatore è una denuncia per lesioni volontarie. Sei d’accordo?
Henrik: Sicuramente sono d'accordo sul fatto che non si debbano tatuare i minorenni senza il permesso dei genitori! Evita a tanti ragazzini e a tante ragazzine di doversi poi pentire, una volta più grandi, di avere tatuaggi che non significano niente.
Magari non sono d'accordo a considerare il tatuaggio come una lesione. Il tatuaggio è guaribile in una settimana, se curato con attenzione. Forse sarebbe più opportuna una legge seria in materia che facesse chiarezza.
Ma perché invece di chiacchierare tanto non ti fai un tatuaggio?
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