L'ARTE
DEL TATUAGGIO
L'arte del tatuaggio ha una storia antica. Di centinaia o forse
di migliaia di anni, se si pensa che Egiziani e Romani ornavano
i loro corpi con segni e colori, utilizzando una tecnica per molti
versi simile a quella di oggi.
Ma la vera introduzione o, potremmo dire re-introduzione, del tatuaggio
– anche come moda – nel mondo occidentale, è
storia più recente.
E' grazie ai marinai che l'arte del tatuaggio è arrivata
sino a noi: finalmente di ritorno a casa dopo lunghi viaggi in posti
esotici, tornavano con braccia e toraci tatuati e raccontavano storie
infinite di tatuaggi. Le loro esplorazioni in paesi lontani durante
il diciottesimo e il diciannovesimo secolo li portarono a contatto
con differenti tipi di arte del tatuaggio.
E' così che inizia la storia del tatuaggio tradizionale tipico
del mondo occidentale, conosciuto, altresì, come tatuaggio
"old school", della vecchia scuola.
Durante i primi anni del secolo scorso il tatuaggio, sebbene lentamente,
iniziò a essere considerato una forma d'arte più diffusa.
E nei grandi porti europei e americani furono aperte le prime botteghe
di tatuaggi.
Spesso ad opera degli stessi marinai che si erano fatti tatuare
ed avevano appreso le tecniche di tatuaggio.
Una delle figure più rilevanti della scuola tradizionale
è Sailor Jerry (1911-1973).
A lui si deve la creazione di un particolare stile di tatuaggio
con le linee decise e i classici motivi piuttosto semplici. Ancora
giovane prese il mare per conoscere il mondo, si fece tatuare e
rimase particolarmente affascinato da questa esperienza. Talmente
tanto da aprire un piccolo studio tutto suo a Honolulu, in un quartiere
notoriamente malfamato, frequentato dai migliori nomi della prostituzione
e della criminalità e, come sempre, dai marinai.
Sailor Jerry, tatuando una così selezionata clientela, ottenne
subito un gran successo.
Cuori, ancore, pugnali, pin-ups e teschi la rappresentavano. E splendidi
cartigli le ispiravano scritte e nomi di persone care.
Le ragioni dell'interesse mostrato nei confronti del tatuaggio specialmente
dagli uomini di mare possono essere tante.
Sicuramente il piacere di entrare in contatto con forme d'arte e
di comunicazione proprie di altri popoli. Altrettanto sicuramente,
però, la diffusione del tatuaggio tra i marinai può
essere spiegata attraverso la voglia che essi avevano di esprimere
la propria nostalgia di casa, degli affetti lontani e più
in generale il bisogno di raccontare le proprie emozioni e i propri
ricordi. Senza dimenticare quanto fossero enormemente superstiziosi.
Se un gallo su un piede e sull'altro un maiale erano ritenuti necessari
per prevenire il marinaio dal rischio dell'annegamento, le rondini
servivano per navigare sicuro e tornare, un giorno, a casa.
Lentamente, emergendo dalle sottoculture, i tatuaggi si sono maggiormente
diffusi.
Apprezzati per il loro valore artistico, non sono stati più
il tratto distintivo dei delinquenti e dei marinai, ma di tutti
coloro i quali hanno cercato di innalzare una protesta contro la
monotonia della società regolata dal benpensantisno borghese.
Per diverse ragioni, il tatuaggio tradizionale "old school"
è tornato ad essere molto popolare tra le nuove generazioni.
Certamente aiutato dalle numerose conventions internazionali e dalle
riviste di settore, il tatuaggio "old school" ha avuto
una diffusione maggiore di quella di un tempo, quando era riservato
soltanto a persone di differenti sottoculture.
Anche qualche critica, però, viene mossa al tatuaggio tradizionale:
secondo alcuni, infatti, lo stile troppo semplice lascerebbe poco
spazio alla creatività e all’interpretazione dell'artista.
Ma forse proprio nella semplicità risiede la vera ragione
del suo successo. I tempi cambiano ma il tatuaggio tradizionale
ancora affascina. Proprio grazie alla sua bellezza senza tempo e
al suo sapore vintage. Design classico e stile che seduce. |