LA TRAGICA DOMENICA DEL QUALUNQUISMO
Gabriele Sandri, tifoso della Lazio, è stato assassinato in un’area
di servizio dell’Autostrada del Sole domenica 11 novembre
da un agente della Polizia Stradale.
I media hanno parlato di scontri furiosi tra tifosi e di un accidentale
intervento delle Forze dell’Ordine che, nel parapiglia, hanno
esploso un colpo che ha troncato la vita di un delinquente, di un
violento. E i blablabla presuntuosi si sono sprecati.
I testimoni, dal canto loro, hanno parlato di un semplice diverbio
scoppiato tra tifosi – i sostenitori della Lazio diretti a
Milano per vedere Inter-Lazio e i fans della Juventus, diretti a
Parma – e di un colpo sparato su un innocente da un poliziotto,
pronto a risolvere il pericoloso litigio scoppiato tra una decina
di persone.
Sono occorse diverse ore perché la vicenda fosse ricostruita
e per diverse ore la furia violenta dei benpensanti da salotto ha
ucciso barbaramente per la seconda volta chi aveva già perso
la vita per uno scherzo del destino e per un colpo sparato da quaranta
metri da uno sceriffo che è pagato per difendere i cittadini
dai malviventi e non per farsi esplodere le armi in mano.
Il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, ha parlato di tragica
fatalità, di “tragico errore” e ha raccontato
una storia in cui un poliziotto della stradale (“un ottimo
elemento che di solito opera benissimo”) ha sparato due colpi
in aria ma, non si sa come, ha colpito un giovane tifoso laziale
seduto sul sedile posteriore della macchina che stava lasciando
l’area di servizio di Badia al Pino, spiegando anche che “l’agente
era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi
di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero
con gravi conseguenze per entrambi”; il portavoce della Polizia,
Roberto Sgalla, in conferenza stampa ha chiesto ai cronisti di non
fare domande! e il Ministro Amato non ha saputo dire di meglio che
il fatto “è avvenuto in circostanze legate alla violenza
che ruota intorno al calcio”. Questi signori dovrebbero vergognarsi.
Per ore gli agitatori delle tribune popolari hanno sproloquiato,
parlando a sproposito di ultras, di delinquenti e di tante altre
panzane. Peccato per loro che di delinquenti in quel momento proprio
non ve ne fossero in quella piazzola di Badia al Pino. E peccato
che a detta del questore di Arezzo le persone nell’area di
servizio non erano state nemmeno identificate come tifosi.
E allora da chi è partita la gogna mediatica nei confronti
dei supporters violenti? Perché tante ore di silenzi e di
disinformazione? Cosa si voleva coprire? Quello che il legale della
famiglia Sandri ha definito un omicidio volontario?
La decisione della Federazione Italiana Gioco Calcio, della Lega
e del Ministero degli Interni è stata ignobile: la giornata
calcistica sarebbe iniziata con dieci minuti di ritardo e la partita
di Milano non sarebbe stata disputata.
A nulla sono valsi gli appelli dei tifosi che in tutta Italia hanno
chiesto la sospensione del campionato per un evento tragico, drammatico,
impensabile, accaduto senza alcun motivo.
La richiesta era in linea con quanto accaduto all’indomani
della morte dell’agente di Polizia rimasto ucciso a Catania
in condizioni ancora misteriose. In quella occasione il campionato
fu sospeso per un turno.
Il Governo, le Forze dell’Ordine e i vertici del calcio, invece,
hanno dato l’ennesima prova di immaturità decidendo
di far disputare le partite. Come dire i morti non sono tutti uguali.
In tutta Italia le tifoserie hanno protestato togliendo gli striscioni,
non entrando nelle tribune e nelle curve.
Purtroppo, a Bergamo sono stati registrati degli incidenti che hanno
spinto l’arbitro Saccani a sospendere la partita e a Roma
nel pre-partita di un match che si era deciso di non far disputare,
si sono verificati gravi scontri con le Forze dell’Ordine.
Tutti fatti di violenza che hanno solo convalidato le tesi dei buffoni
radiotelevisivi pronti a raccogliere argomenti a sostegno delle
proprie tesi, secondo le quali i tifosi sono tutti delinquenti.
Ancora una volta hanno vinto le chiacchiere e la pochezza di chi
parla senza conoscere i fatti.
Ancora una volta l’assassino resterà impunito, coperto
dall’ipocrisia benpensante.
Un ragazzo è morto mentre si raccontavano bugie di ogni sorta.
La sfiducia nei confronti della Polizia e delle istituzioni è
sempre più grande.
Action Now – Play old style è profondamente vicina
alla famiglia di Gabriele Sandri, ai suoi amici, ai tifosi della
Lazio e a quanti si vergognano per quello che è successo
in Italia, sull’autostrada del Sole.
Se a nessuno interessa sospendere il campionato per la morte di
un tifoso, forse sarà il caso di iniziare a disertare gli
stadi per far capire che i tifosi meritano rispetto e non revolverate.
GIUSTIZIA PER GABRIELE |