SE LA COSIDDETTA "VIOLENZA NEGLI STADI" SI SPOSTA
FUORI DAGLI STADI...
Se la cosiddetta ‘violenza negli stadi’ si sposta fuori
dagli stadi, non riguarda più gli stadi.
E diventa semplice delinquenza.
Sembra un’ovvietà e di fatto lo è. Per tutti
tranne che per i politici e le forze dell’ordine.
In particolare sembra non volerne prendere atto il Papa della Digos
che Papa è di nome, ma non di fatto, nel senso che del Romano
Pontefice non porta che il nome, anzi il cognome, e non tutto quello
che deriva dall’infallibilità ex cathedra Petri. Compreso
il discernimento.
Derivando da ciò che, a differenza del felicemente Regnante
Benedetto XVI, il quale stanti alcune necessarie ‘regole’
può pronunciarsi infallibilmente, tutto quello che dicono
altri Papi può essere assolutamente sbagliato, se non tacciato
di eresia. Fino a provocare scismi e portare all’Antipapa...
Ma insomma, non divaghiamo. Uomo avvisato...
In un’ottica sempre più da caccia alle streghe, i quotidiani
rimbalzano notizie incredibili circa quello che le FdO vanno scoprendo
insieme alla famosa acqua calda.
Già qualche settimana fa la Stampa aveva raccontato di orde
barbariche formate di ultras, novelli longobardi, goti, e soprattutto
vandali (?) di nuovo in movimento e in perenne discesa nelle terre
italiche e, per converso, di violenti tifosi italiani in viaggio
verso lo scontro impunito in Inghilterra e in altri paradisi della
violenza da stadio. Paradisi che non esistono.
Racconti fantastici molto più simili a quelli di Edgar Allan
Poe che alla realtà.
E la base del racconto fantastico è che ci siano disegni
di Alta Scuola Malavitosa per cui negli stadi (o fuori?) si introducono
germi di violenza a carattere politico e incondizionato odio verso
polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani, pompieri
eccetera eccetera.
Facciamo così, in attesa che politici e affini (compresi
i grandi dirigenti e funzionari delle forze addette alla sicurezza)
arrestino tutti, dagli eroi mascherati in giù, fino ai bambini
che prossimamente a carnevale indosseranno la propria mascherina,
almeno noi pensiamo al calcio e, come avrebbe detto mia nonna, facciamoli
cuocere nella loro acqua, come i funghi...
Il calcio soffre per la violenza. E se la violenza esce dagli stadi,
il calcio non soffre più?
Il calcio soffre per altri motivi. Li conosciamo.
Se la violenza che dilaga (sembra che stiamo parlando della Birmania),
lo fa nella società civile e non più negli impianti
sportivi, allora smettiamo di parlare del connubio violenza-football
e parliamo dei disagi che si incontrano nella vita di tutti i giorni,
senza trovare un colpevole di comodo.
Ah, un’ultima cosa. Ho letto che l’indagato dell’omicidio
di Garlasco porta scarpe bianche marca Adidas e indossa sempre Lacoste.
Lo terrei d’occhio, potrebbe essere colpevole. Veste come
un casual, un pericoloso ultras da stadio (anche da fuori stadio)... |